ISSN 2612-6818 - Padova University Press

L’inserimento in una struttura protetta di una paziente con disturbo dello spettro autistico

TitleL’inserimento in una struttura protetta di una paziente con disturbo dello spettro autistico
Publication TypeJournal Article
Year of Publication2019
AuthorsMoretto, B.
Secondary TitleJournal of Health Care Education in Practice
Volume1
Issue1
Pagination63-74
Date Published05/2019
PublisherPadova University Press
Place PublishedPadova, IT
Keywordsautismo, comportamento/problema, comunità, progettazione
Abstract

L’autismo comprende un insieme di disturbi dello sviluppo neurologico ad esordio precoce, classificati come Disturbi Pervasivi dello Sviluppo e più recentemente circoscritti all’interno della definizione Disturbi dello Spettro Autistico.1 Questi disturbi hanno un carattere cronico, oltre che un’elevata complessità clinica; attualmente l’eziologia è sconosciuta e non esistono terapie risolutive. Le disabilità cardine che li caratterizzano sono: disturbi del comportamento, deficit persistente nella comunicazione sociale e nell'interazione sociale in diversi contesti e comportamenti e/o interessi, e/o attività ristrette e ripetitive. Ciò rende necessario un governo clinico che si basi su reti integrate di intervento che coprano l’intero ciclo della vita, necessarie affinché non si attui una discriminazione in base alla condizione di salute. L’intervento qui descritto riguarda le fasi di un inserimento protetto in una comunità alloggio di una paziente giovane adulta, prima residente con la famiglia, affetta da disturbo autistico. Il contributo descrive anche la metodologia usata a supporto. Nonostante la programmazione scrupolosa delle varie fasi di approccio alla struttura, di sganciamento graduale dalla famiglia, di raccordo di intervento, secondo un modello di “rete”, l’inserimento ha avuto un successo parziale e temporaneo. Ciò a riscontro del fatto che non esistono modelli di intervento dedicati e che rivisitare e rimodulare strategie studiate sui bambini non sempre può avere effetti positivi sugli adulti. I disturbi dello spettro autistico soffrono infatti di una “finestra” vacante di interventi diagnostico-assistenziali dopo il superamento dell’età evolutiva. Le metodologie utilizzate possono fornire quindi un’importante fonte di intervento terapeutico ma molti rimangono gli aspetti critici a partire da una corretta diagnosi e presa in carico conseguente. Altro nodo cruciale è rappresentato dall’integrazione tra soggetti e servizi presenti sul territorio, elementi fondamentali per costruire il progetto di vita della persona disabile.